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Comune di Samolaco

Via Provinciale Trivulzia n.12 - 23027 Samolaco (SO)
- tel. 0343 38003 / 0343 48661- fax. 0343 38113
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Storia del comune
Foto storia_samolaco     Il Comune di Samolaco si trova in Provincia di Sondrio, a nord del lago di Novate Mezzola. Ha una superficie territoriale di 44,50 Km², in maggior parte in zona montuosa.

    Non esiste la località “Samolaco”;  Samolaco è l’insieme di  varie frazioni, le principali sono Casenda, Era, Giumello, San Pietro e Somaggia, tutte poste nel fondo valle.

    I cittadini residenti nel territorio comunale al 31.12.2005 erano 2.913.

    Come si raggiunge:

    Allo svincolo della superstrada del lago di Como si continua lungo la strada statale 36 che, superato l'Adda, attraversa il Pian di Spagna con un lungo rettilineo, su cui confluisce, in due diverse diramazioni, la statale Regina del Lario Occidentale.

    Si prosegue verso nord in direzione Chiavenna incontrando gli abitati di Nuova Olonio, Verceia e Novate Mezzola.


    Percorrendo la strada statale n.36 del lago di Como e dello Spluga si raggiunge la frazione Somaggia di Samolaco.
   
    Giunti a Novate Mezzola per raggiungere Samolaco si può proseguire sulla SS 36 incontrando il limite sud del territorio comunale poco oltre Riva di Mezzola e giungendo poi nella frazione Somaggia di Samolaco.

   
    Si lasciano definitivamente i paesaggi lacustri e si procede nella distesa e verdeggiante piana di Samòlaco, la Summo Lacu degli itinerari romani, fatta di depositi alluvionali che hanno gradualmente tolto spazio alle acque.

    Negli ultimi anni ha ritrovato slancio il tradizionale allevamento del cavallo avelignese di Samòlaco, derivato da intricati incroci di razze, che garantisce resistenza. docilità e attitudine alla montagna.


    Percorrendo la strada Provinciale Trivulzia si raggiungono le frazioni di Casenda, Era e San Pietro, di Samolaco.
   
    Da Novate Mezzola si può raggiungere Chiavenna con un percorso alternativo alla SS. 36, che permette di visitare il versante opposto della valle. Si tratta della 'strada Trivulzia', così chiamata dal nome del capitano Gian Giacomo Trivulzio che agli inizi del sec. XVI istituì una grande fattoria nel piano che si era formato con I'insabbiamento del bacino settentrionale del lago.
   
    La bonifica proseguì per secoli ed ebbe impulso definitivo nell'Ottocento, quando il recupero di una grande estensione a coltivi costituì uno sfogo per la manodopera in eccesso.


    Attraversato il ponte a ovest di Novate, con una deviazione si raggiunge il confine comunale di Samolaco incontrando il piccolo abitato di Giumello, mentre seguendo il percorso principale,

dopo il ponte della Nave, a sinistra ci si porta nella frazione di Casenda (231 m).

    Da vedere:   

    L'antico nucleo di Casenda,
ben conservato nella sua struttura tradizionale, si trova allo sbocco dell'omonima valle dove l'abitato di Paiedo (886 m), ora abbandonato, presenta tracce di notevole antichità.
   
    A valle di Casenda, nei pressi di Vigazzolo sorgeva il porto romano di Summolacu (ossia "alla sommità del lago"), a cui si giungeva anche per via di terra, proseguendo lungo un tratto di strada Regina, poi completamente abbandonata, di cui si vedono ora solo delle tracce in vicinanza della chiesa, pure abbandonata; di S. Giovanni alI'Archetto, con resti di muri romanici.
   
    Lungo una strada secondaria che passa dai nuclei abbandonati di Fontanedo, Ronco e Montenuovo, si può raggiungere Era (213 m), ricca di prati, sede comunale di Samolaco, da cui si sale alla chiesa medioevale di S. Andrea (400 m), che conserva interessanti affreschi del sec. XVI ed altri realizzati dal Macolino.

   
    L'ampio panorama che vi si gode diede al luogo importanza strategica per il controllo sulla valle.


    Si prosegue sulla Trivulzia, attorno alla quale sorgono frazioni nate con la bonifica del piano; fino
a San Pietro (255 m), allo sbocco della vai Mengasca. Il nucleo più caratteristico si trova attorno alla chiesa secentesca dall'imponente campanile, mentre si dice che la torretta medioevale di Colombee abbia ospitato il Barbarossa.
   
    Fra castagneti e alcuni vigneti si sale lungo la val Mengasca
attraverso la 'via dei crotti', una mulattiera lungo la quale venivano e vengono tuttora utilizzate cantine naturali molto fresche con temperatura pressochè costante per tutto l'anno, denominate crotti, si può proseguire poi fino alle località  di Monastero e di Santa Teresa, località un tempo abbandonate ed ora in parte recuperate, in un paesaggio ricco di bellezze naturali. 

    A piedi da San Pietro si può raggiungere, su un'altura, la torre di Segname o di Pamperduto (655 m), posta nel territorio del Comune di Gordona, considerata la più antica fortificazione della provincia, attribuita al sec. IX,
con funzioni di avvistamento.

    Lungo il sentiero che conduce alla torre di Segname, con breve una deviazione, è possibile visitare la Cà Pipeta, un grande riiparo interamente costruito sottoroccia, anticamente adibito con molta probabilità anche ad abitazione, all'interno della costruzione, in stato di abbandono sono presenti diversi locali e sono ancora visibili i resti di una antica stufa.
        

    (Alcune parti sono tratte da “Conoscere la Valtellina e La Valchiavenna” delle Comunità Montane di Bormio, Tirano, Sondrio, Morbegno, Valchiavenna – pubblicato dall’istituto geografico De Agostini)